Compravendita immobiliare con valore catastale: i chiarimenti del fisco

Forniti i chiarimenti in merito alla possibilità di utilizzare come base imponibile delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in relazione ad un atto di compravendita immobiliare, il valore catastale dell’immobile indipendentemente dal corrispettivo pattuito nell’atto, per quei contraenti che convengono che una parte del prezzo dell’immobile venga corrisposto in data successiva alla stipula dell’atto (Agenzia entrate – risoluzione n. 53/E del 2014).

All’atto della cessione di un immobile, le parti hanno l’obbligo di rendere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà recante l’indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo e in caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa da € 500 a € 10.000 e, ai fini dell’imposta di registro, l’assoggettamento dell’atto alla procedura di accertamento di valore.
In merito a tali disposizioni, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta fornendo chiarimenti sull’applicabilità di tale regime sanzionatorio per quei contraenti che perfezionano il pagamento del corrispettivo, successivamente rispetto all’atto di cessione immobiliare.
L’agenzia di fatto chiarisce che l’obbligo di indicazione analitica può essere assolto fornendo in atto gli elementi utili alla identificazione degli importi e delle modalità di versamento di quanto dovuto a saldo e in tal caso è da ritenersi esclusa l’irrogazione della sanzione amministrativa e dell’assoggettamento dell’atto a procedura di accertamento di maggior valore dell’immobile oggetto del trasferimento, con disapplicazione del regime “prezzo-valore”.