Il percipiente sostituito coobbligato in solido al pagamento della ritenuta d’acconto

In caso di omesso pagamento della ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta, anche il sostituito si ritiene coobbligato in solido al pagamento dell’imposta (Corte di Cassazione – Sez. VI civ. –  – Ordinanza 14 maggio 2015, n. 9933).

A seguito della decisione presa dalla CTR che ha rigettato l’appello proposto dal Fisco contro la sentenza della CTP che aveva accolto il ricorso del contribuente ritenendo non ricorrenti i presupposti relativi alla solidarietà del sostituito d’imposta, l’Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione.
La CTR ha ritenuto, infatti, che la responsabilità del sostituito per somme iscritte a ruolo, non versate dal datore di lavoro, sussista solo laddove concorra il duplice presupposto della mancata effettuazione della ritenuta e del mancato versamento della stessa.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, chiarisce che, in materia di mancato pagamento della ritenuta d’acconto, anche il sostituito debba ritenersi già originariamente (e non solo in fase di riscossione) obbligato solidale al pagamento dell’imposta: soggetto perciò egli stesso all’accertamento ed a tutti i conseguenti oneri. Fermo restando, ovviamente, il diritto di regresso verso il sostituto che, dopo avere eseguito la ritenuta, non l’abbia versata all’erario, esponendolo così all’azione del Fisco.