COOPERATIVE DELLO SPETTACOLO: FIRMATO IL PRIMO CCNL

COOPERATIVE DELLO SPETTACOLO: FIRMATO IL PRIMO CCNL

Firmato, il 6/11/2014, tra AGCI-CULTURALIA, FEDERCULTURA-CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP SETTORE CULTURA e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il CCNL per artisti, tecnici, amministrativi e ausiliari dipendenti da società cooperative e imprese sociali operanti nel settore della produzione culturale e dello spettacolo. Il nuovo CCNL ha durata triennale e decorre dall’1/1/2015.

Si tratta di un CCNL nuovo che si applica:
– alla produzione, realizzazione, promozione e distribuzione di spettacoli teatrali, musicali, di ballo, di spettacoli viaggianti, di attività circensi, artisti di strada e di figura e spettacoli artistici in genere;
– alla produzioni radio – televisive, cinematografiche, multimediali, prodotti audiovisivi, prodotti attraverso il doppiaggio;
– ai servizi tecnici, logistici, organizzativi e gestionali per la realizzazione di spettacoli dal vivo e non;
– ai servizi formativi e didattici di discipline inerenti le professionalità previste nel presente CCNL.
Esso consta di 4 parti:
– la Parte Prima, detta le norme generali e comuni;
– la Parte Seconda, detta le norme per il personale amministrativo
– la Parte terza, detta le norme per i tecnici e gli operai;
– la Parte quarta, detta le norme specifiche per gli artisiti.

Tabelle retributive
Per quanto riguarda la classificazione del personale, ogni singola sezione indica l’inquadramento specifico dei lavoratori appartenente alle diverse parti, ma in via generale il CCNL stabilisce che i lavoratori sono inquadrati in una scala classificatoria unica articolata su sette livelli con il seguente trattamento retributivo mensile:

Livello Parametro Paga Base Contingenza Minimo mensile dall’1/1/2015
Q 212,03 1.539,80 591,76 2.131,56
191,13 1.388,02 587,43 1.975,45
160,19 1.163,38 580,05 1.743,43
145,15 1.054,11 577,11 1.631,22
130,10 944,80 573,60 1.518,41
118,40 859,83 571,33 1.431,16
100,00 726,23 567,92 1.294,15

Fermo restando quanto previsto al successivo punto relativo alle “Norme particolari per il personale assunto a termine”, la retribuzione giornaliera del personale amministrativo e tecnico si ottiene dividendo quella mensile per 26. La retribuzione oraria si ottiene dividendo quella mensile per 173.
La retribuzione giornaliera del personale artistico, fatto salvo quanto previsto al successivo punto A), si ottiene dividendo quella mensile per 26. La retribuzione oraria si ottiene dividendo quella mensile per 156.

Norme particolari per il personale assunto a termine
Per il personale assunto a termine per la produzione ovvero rappresentazione e circuitazione di uno spettacolo o manifestazione artistica, con scrittura di durata non superiore a 12 mesi, il valore giornaliero della retribuzione si ottiene dividendo per 30 (trenta) la retribuzione mensile prevista per il livello di appartenenza ovvero, qualora superiore, quanto eventualmente pattuito tra lavoratore e cooperativa al momento della scrittura.

Livello Parametro Minimale giornaliero 25,30% Tot. minimo giornaliero
Q 212,03 71,05 17,98 89,03
191,13 65,85 16,66 82,51
160,19 58,11 14,71 72,82
145,15 54,37 13,76 68,13
130,10 50,61 12,81 63,42
118,40 47,71 12,07 59,78
100,00 43,14 10,92 54,05

Si elencano gli istituti contrattuali più importanti.

Previdenza complementare
Le Parti convengono di individuare nel Fondo Pensione COOPERLAVORO il soggetto attuatore della forma di previdenza complementare per i lavoratori delle cooperative del settore spettacolo.
A favore dei lavoratori iscritti, le aziende contribuiscono con un’aliquota pari all’1%, da calcolarsi sulla retribuzione utile ai fini del calcolo del T.F.R. Tale obbligo contributivo è assunto dalle aziende solo ed esclusivamente nei confronti dei lavoratori iscritti al Fondo Pensione COOPERLAVORO. Hanno diritto al contributo a carico azienda, di cui al precedente capoverso, i lavoratori iscritti al Fondo che hanno optato per il versamento, mediante trattenuta mensile in busta paga, di un contributo minimo pari all’1% calcolato sulla retribuzione utile ai fini del calcolo del T.F.R. Il lavoratore iscritto può liberamente incrementare la contribuzione a proprio carico.

Apprendistato professionalizzante
 Inquadramento, durata e trattamento economico
Il periodo di prova dell’apprendista è uguale al periodo di prova del lavoratore qualificato.
L’apprendistato professionalizzante è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese dal 1° al 5° livello del CCNL.
Il trattamento economico per gli apprendisti è determinato applicando le sottoindicate percentuali sul minimo contrattuale mensile, come previsto dall’art. 59 del CCNL, relativo alle posizioni economiche in cui è inquadrata la mansione professionale da conseguire, per la quale è svolto l’apprendistato, con le seguenti progressioni:
– dal 1° al 12° mese: 70% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 80% della posizione economica della qualifica da conseguire;
– dal 25° al 36° mese: 90% della posizione economica della qualifica da conseguire.
Alla fine dell’apprendistato la posizione economica d’inquadramento sarà quella corrispondente alla qualifica eventualmente conseguita.
Il rapporto di apprendistato si estingue in relazione alle qualifiche da conseguire secondo le scadenze espresse in mesi per le seguenti categorie:

Livello Durata
1° e 2° 36 mesi
3° e 4° 24 mesi
18 mesi

Limiti all’assunzione
Il numero di apprendisti che le imprese hanno facoltà di occupare rispetto ai lavoratori qualificati e specializzati in servizio presso la stessa non può superare il rapporto di tre a due. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.
Le imprese non potranno assumere apprendisti qualora non abbiano mantenuto in servizio almeno il 50% dei lavoratori il cui periodo di apprendistato sia già venuto a scadere nei trentasei mesi precedenti. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa ed i rapporti di lavoro risolti nel corso o al termine del periodo di prova. Tale limitazione non si applica quando nel biennio precedente sia venuto a scadere un solo contratto di apprendistato.

Contratti a termine
Ai sensi dell’art. 5 comma 3 del D.Lgs. n. 368/2001 ultimo periodo, gli intervalli di tempo tra la stipula di un contratto a tempo determinato e quello successivo sono rispettivamente di 10 o 20 giorni a seconda se il primo contratto è di durata fino a 6 mesi o superiore a 6 mesi. Vengono fatte salve ulteriori riduzioni di intervallo che dovessero intervenire con normativa successiva o con contrattazione di secondo livello.