Contro le doppie imposizioni il Fisco approva nuovi modelli

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento datato 10 luglio 2013, n. 84404, al fine di migliorare le relazioni con i contribuenti, residenti e non residenti, ha ritenuto opportuno aggiornare la modulistica fiscale internazionale per adeguarla all’evoluzione delle basi giuridiche internazionali di riferimento, secondo i principi di trasparenza dell’attività amministrativa e di semplificazione degli adempimenti per tutti i contribuenti interessati.

I modelli approvati sono i seguenti:
– I modelli di domanda di rimborso, esonero dall’imposta italiana o applicazione dell’aliquota ridotta sui redditi corrisposti a soggetti non residenti in forza delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sui redditi.
Questi modelli, contraddistinti dalle lettere A, B, C e D, sono utilizzati rispettivamente nel caso di redditi relativi a dividendi, interessi, canoni e altre tipologie di reddito disciplinate dagli specifici articoli delle medesime Convenzioni e sono utilizzati dai soggetti non residenti in Italia che percepiscono redditi di fonte italiana e che posseggono i requisiti previsti dalla specifica Convenzione della quale gli stessi chiedono l’applicazione.
– Il modello per l’applicazione della direttiva del Consiglio 90/435/CEE del 23 luglio 1990 (direttiva “madre-figlia”) utilizzato per ottenere l’esenzione dell’imposta italiana sui dividendi e sugli altri strumenti finanziari equiparati distribuiti da una società “figlia” italiana alla società “madre” o sua stabile organizzazione situate in un altro Stato membro dell’Unione europea.
– Il modello per l’applicazione della direttiva del Consiglio 2003/49/CE del 3 giugno 2003 (direttiva “interessi e canoni”) che sostituisce lo schema di modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 2008/7077 del 15 gennaio 2008.
– Il modello di attestazione di residenza fiscale per i soggetti residenti in Italia, con le relative istruzioni, da presentare all’Amministrazione fiscale dello Stato estero, nel quale il contribuente ha prodotto il reddito in un dato anno, al fine di usufruire dei benefici previsti dalla Convenzione contro le doppie imposizioni in vigore con detto Stato.
L’attestato di residenza fiscale può essere richiesto a qualsiasi Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate.