Estesa per il 2015 la compensazione di cartelle esattoriali con crediti commerciali verso la P.A.

Con il decreto del 13 luglio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176/2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha esteso la possibilità di compensare i crediti maturati da imprese e professionisti nei confronti di amministrazioni pubbliche per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali, con debiti fiscali e previdenziali risultanti da cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2014.

Fino ad oggi, infatti, la compensazione era possibile in relazione a cartelle esattoriali notificate entro il 31 marzo 2014.
Restano invariate le modalità ed i termini di certificazione dei crediti e di compensazione dei debiti tributari già previste per gli anni precedenti.

A decorrere dal 31 luglio 2015, dunque, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del citato decreto ministeriale, viene ampliata la base di debiti fiscali e previdenziali che imprese e professionisti possono pagare facendo valere i propri crediti commerciali nei confronti di amministrazioni pubbliche, evitando così di anticipare somme di denaro.
In particolare, le somme per le quali è possibile beneficiare della compensazione prevista dall’art. 28-quater del DPR n. 602/1973, sono quelle iscritte a ruolo :
– dall’Agenzia delle Entrate per imposte sui redditi, imposta regionale sulle attività produttive, imposta sul valore aggiunto e conseguenti sanzioni e interessi;
– dall’INPS per contributi previdenziali e assistenziali e conseguenti sanzioni e interessi.
Come accennato, però, la procedura di compensazione è ammessa limitatamente alle cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2014. Inoltre, ai fini della stessa l’importo del debito fiscale o contributivo deve essere pari o inferiore all’importo dei crediti utilizzati in compensazione.
Per quanto concerne, invece, la natura dei crediti che possono essere utilizzati in compensazione, si tratta di quelli maturati da imprese e professionisti nei confronti delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, in relazione a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali.
A tal fine, però, i suddetti crediti devono essere “non prescritti, certi, liquidi ed esigibili”.
In altri termini, i crediti devono essere confermati dall’amministrazione pubblica debitrice attraverso la “CERTIFICAZIONE”, che la stessa rilascia su specifica richiesta dell’impresa o professionista creditore secondo le modalità stabilite dal decreto ministeriale 22 maggio 2012 (Certificazione del credito da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici nazionali) e dal decreto ministeriale 25 giugno 2012 (Certificazione del credito da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale).
La “Certificazione”, che costituisce il titolo rappresentativo del credito commerciale (certo, liquido ed esigibile) nei confronti della pubblica amministrazione, quindi, deve essere consegnata all’agente della riscossione, che provvede alla compensazione del debito iscritto a ruolo, annotandola sulla certificazione medesima.