IVA: servizi di formazione professionale rese gratuitamente


Si considerano operazioni fuori dal campo di applicazione dell’IVA le prestazioni formative rese dalla Cooperativa sociale nei confronti degli allievi per carenza del presupposto oggettivo (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 15 luglio 2019, n. 237).

Nella risposta in oggetto la questione interpretativa posta dalla cooperativa sociale istante riguarda la possibile rilevanza, ai fini dell’Iva, delle prestazioni di servizi che la stessa rende “gratuitamente”, nell’ambito dell’attività di Istruzione e Formazione Professionale (“IeFP”), a favore degli allievi minori.
Nel caso di specie, l’istante specifica che le prestazioni didattico-formative erogate ai minori nell’ambito dell’attività di “IeFP” sono rese gratuitamente su incarico della “Regione” che le sostiene finanziariamente anche a valere sul Fondo Sociale Europeo.
In particolare, come rappresentato dall’istante, non si instaura alcun rapporto contrattuale-sinallagmatico tra l’istante e gli allievi, in quanto la Cooperativa sociale riceve l’incarico di erogare l’attività di formazione da parte della “Regione” (soggetto committente e finanziatore) che intrattiene il rapporto con gli allievi, “tant’è che l’iscrizione ai corsi avviene previa loro richiesta alla “Regione” stessa (anche se per il tramite degli Enti finanziati ed erogatori, in concreto, del servizio)”.
Gli allievi, dunque, non sono tenuti ad alcuna controprestazione nei confronti della Cooperativa sociale istante non corrispondendo a quest’ultima alcuna somma per la partecipazione ai corsi.
Ne consegue che le prestazioni formative rese dalla Cooperativa sociale istante nei confronti degli allievi si considerano operazioni fuori dal campo di applicazione dell’IVA per carenza del presupposto oggettivo ai sensi dell’art. 3, primo comma, del d.P.R. 633 del 1972.