Imprese in contabilità semplificata: parametri adeguati al regime di cassa

Con il Decreto ministeriale del 24 maggio 2018, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato le modifiche ai parametri applicati alle imprese in contabilità semplificata per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017, al fine di adeguarli al regime di cassa.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Ministero ha anticipato sul proprio sito internet la presentazione del decreto che modifica i parametri applicabili alle imprese in contabilità semplificata.
In pratica viene aggiornata la documentazione tecnica e metodologica dei parametri utilizzati in sede di accertamento dei redditi delle imprese minori che adottano il regime di contabilità semplificata, al fine di adeguarli alle nuove regole di funzionamento di tale regime contabile, in vigore dal 1° gennaio 2017.
Da tale data, infatti, i criteri di determinazione del reddito per le imprese minori in regime di contabilità semplificata sono stati modificati, sostituendo il principio di “competenza economica” con quello di “cassa” che valorizza l’effettivo momento in cui il reddito è incassato.
Il decreto dispone, quindi, che per le imprese minori in regime di contabilità semplificata, che non sono soggette agli studi di settore, si applicano i “parametri” sulla base dei dati contabili individuati ai sensi dell’articolo 66 del TUIR (il reddito d’impresa è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa), e delle rimanenze di magazzino.
Le modifiche ai parametri approvate con il decreto ministeriale 24 maggio 2018, sono applicate per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017.
Si ricorda che sono ammessi alla contabilità semplificata le imprese (persone fisiche che esercitano imprese commerciali; imprese familiari e aziende coniugali; società di persone commerciali (S.n.c. e S.a.s.); società di armamento e le società di fatto; enti non commerciali, con riferimento all’eventuale attività commerciale esercitata) qualora i ricavi “percepiti” in un anno intero, ovvero “conseguiti” nell’ultimo anno di applicazione del principio di competenza, non abbiano superato le seguenti soglie:
– Euro 400.000, nell’ipotesi di imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;
– Euro 700.000, nell’ipotesi di imprese aventi per oggetto altre attività.