Aggiornamento procedura per domanda ANF

Tra fine settembre e inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà agli intermediari di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega.

In occasione del Tavolo Tecnico tenutosi tra i rappresentanti del Consiglio Nazionale dell’Ordine e i rappresentanti della Direzione Generale dell’INPS chiarite alcune recenti criticità.
Con riferimento all’aggiornamento della procedura per la domanda ANF, come anticipato, ad inizio ottobre sarà disponibile la piattaforma che consentirà ai Consulenti del Lavoro di inserire le domande ANF per conto dei dipendenti delle sole aziende in delega. La procedura prevederà il rilascio da parte del lavoratore di una specifica delega per questa attività, sottoscritta anche dai componenti del nucleo familiare titolari di reddito. Il datore di lavoro, che sarà tenuto comunque a conservare e controllare tutta la documentazione fornita dal lavoratore, non dovrà fornire ulteriore delega all’intermediario.
È stato inoltre precisato che, in presenza di autorizzazione (ANF43) in corso di validità, il sistema consentirà il regolare inoltro della domanda; diversamente, sarà onere del lavoratore attivarsi per ottenere una nuova autorizzazione prima di procedere alla domanda ANF.
Per quanto concerne gli aggiornamenti della piattaforma in uso, a breve sarà attivato un sistema di alert via mail/PEC per le sole richieste massive. Tramite questa utility l’INPS provvederà a inviare per PEC (se nota) un allegato con file zippato contenente gli xml; inviare per mail ordinaria solo la notifica della disponibilità dei file xml da scaricare nell’area riservata.
In relazione al Bonus sud per le assunzioni nel Mezzogiorno d’Italia, si è chiarita la situazione dei fondi disponibili. L’agevolazione – ricordiamo – spetta nei limiti delle risorse stanziate, che ammontano complessivamente a 320.000.000,00 di euro, gravanti sul Programma Operativo Nazionale “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” (SPAO) e sul Programma Operativo Complementare “Sistemi di Politiche Attive per l’Occupazione” 2014-2020 (POC SPAO). Di questi, 120 milioni di euro, previsti dal decreto direttoriale ANPAL n. 178/2019, sono destinati alle assunzioni effettuate a partire dal 1° maggio 2019 e fino al 31 dicembre 2019, mentre 200 milioni, aggiunti successivamente, sono destinati alle sole assunzioni effettuate nel periodo dal 1° gennaio al 30 aprile 2019, come previsto dal D.L. n. 34/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 58/2019, e dall’art. 2 del decreto direttoriale ANPAL n. 311/2019.
Ad oggi i 120 milioni risultano esauriti, mentre i 200 milioni destinati alle sole assunzioni effettuate entro aprile 2019, pur residuando di 88 milioni, sono sostanzialmente inutilizzabili.
Pertanto il Consiglio Nazionale, registrata la piena disponibilità da parte di ANPAL, chiede che i fondi ancora disponibili per il primo quadrimestre del 2019 vengano utilizzati per coprire le richieste relative alle istanze effettuate nei mesi successivi. Anche l’INPS si dichiara disponibile a procedere in tal senso.
Si registrano inoltre alcune problematiche relative a presunti mancati rilasci della DID, causati da un non corretto dialogo tra ANPAL e INPS. Le criticità che si verificheranno ancora potranno essere segnalate al Consiglio Nazionale che, per il tramite della propria Fondazione Consulenti per il Lavoro, ha aperto un canale di assistenza diretta con ANPAL.
Per quanto riguarda la Gestione FIS, il Fondo di Integrazione salariale, nel suo nuovo impianto normativo volto all’ampliamento della platea dei destinatari di trattamenti di integrazione salariale e di sostegno al reddito, ricomprende nel proprio campo di applicazione tutti i datori di lavoro che non sono soggetti alla disciplina della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che appartengono a settori per i quali non sono stati stipulati accordi volti all’attivazione di un fondo di solidarietà bilaterale (come ad esempio nel settore dell’artigianato) ovvero alternativo (come nelle aziende del settore marittimo). Le prestazioni erogate dal Fondo sono ’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.
Entro fine settembre, l’Inps rilascerà nel cassetto previdenziale un cruscotto per agevolare gli intermediari e le aziende nel monitoraggio dei contatori (aggiornati all’ultimo UniEmens trasmesso) sia per FIS che per CIGO.
In merito, invece, alla correttezza dell’azione di recupero contributivo operato su importi afferenti retribuzioni non corrisposte per effetto sia di unilaterale riduzione di orario di lavoro disposta dal datore di lavoro che su richiesta diretta del lavoratore, il reparto Ispettivo della Direzione Generale INPS ha confermato che:
– se l’aspettativa non retribuita/permesso viene richiesta al lavoratore dal datore di lavoro, la contribuzione è sempre dovuta. In caso di accesso ispettivo, scatterebbe anche la diffida accertativa per la parte retributiva;
– se la richiesta debitamente motivata e documentata perviene per iscritto dal lavoratore, è considerata genuina e, pertanto, la contribuzione non è dovuta.
Tuttavia, in quest’ultimo caso, bisogna prestare attenzione ad una serie di parametri che potrebbero insinuare dubbi nell’organo di controllo. Il riferimento va innanzitutto ai residui di ferie e permessi, al numero eccessivo di richieste rispetto all’organico aziendale, alle richieste provenienti da lavoratori in forza presso datori di lavoro di piccolissime dimensioni etc. Gli organi di controllo potranno verificare, inoltre, l’andamento del fatturato e in generale i parametri aziendali nel periodo precedente la richiesta di aspettativa. Infatti, se la richiesta coincide con un calo di fatturato, potrebbe essere considerata come indotta e non genuina. Dalla valutazione complessiva di questi indici, pertanto, potrà conseguire il giudizio di genuinità o meno della richiesta formulata dal lavoratore.
Da non trascurare, infine, è la previsione del CCNL applicato in azienda circa la durata massima e le motivazioni che giustificano un periodo di aspettativa. Nei limiti del possibile, è opportuno che il lavoratore specifichi i motivi per i quali chiede l’aspettativa evitando formule generiche (es. “per motivi strettamente personali”).