Accertamento: legittimo se svela operazioni imponibili riferite alla società


In caso di accertamento riferibile a movimentazioni sui conti bancari del socio di maggioranza/amministratore della società cointestati con familiari opera la presunzione di natura fittizia di operazioni imponibili riferibili alla società (Corte di cassazione – ordinanza n. 22224/2018).

Cosi si è espressa la Corte di Cassazione in presenza della ricorrenza congiunta dei seguenti elementi: società a ristretta base, costituita da soli due soci, conto intestato a padre convivente del socio di maggioranza ed amministratore della società, movimentazioni bancarie su detto conto assolutamente incompatibili con i dati relativi alle dichiarazioni del soggetto terzo titolare di autonoma ditta individuale.


In tema di accertamenti fiscali, tanto in tema di imposte sui redditi, quanto in materia di IVA, le presunzioni ivi stabilite secondo cui le movimentazioni sui conti bancari risultanti dai dati acquisiti dall’Ufficio si presumono conseguenza di operazioni imponibili, operano anche in relazione alle società di capitali con riferimento alle somme di denaro movimentate sui conti intestati ai soci o ai loro congiunti, conti che debbono ritenersi riferibili alla società contribuente stessa, in presenza di alcuni elementi sintomatici, come la ristretta compagine sociale ed il rapporto di stretta contiguità familiare tra l’amministratore, o i soci, ed i congiunti intestatari dei conti bancari soggetti a verifica, risultando, in tal caso, particolarmente elevata la probabilità che le movimentazioni sui conti bancari dei soci e dei loro familiari debbano, in difetto di specifiche ed analitiche dimostrazioni di segno contrario, ascriversi allo stesso ente sottoposto a verifica.