IPAB: imponibili i redditi commerciali che finanziano l’attività socio-assistenziale

Con la recente Ordinanza n. 4922 del 20 febbraio 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che i proventi derivanti dalla locazione di immobili di proprietà dell’IPAB che svolge attività di assistenza anziani devono ritenersi imponibili, anche se reimpiegati per statuto nell’attività istituzionale

FATTO

L’Agenzia delle Entrate ha emesso la cartella di pagamento nei confronti dell’ente IPAB che svolge attività di centro ospitalità per anziani accertando il mancato versamento delle imposte in relazione ai redditi di fabbricati derivanti dalla locazione di quattro unità immobiliari di proprietà del medesimo ente.
Il ricorso dell’ente è stato accolto dai giudici tributari, i quali hanno rilevato la sussistenza dei requisiti soggettivo e oggettivo per accedere all’esenzione dall’imposta; in particolare, per quanto riguarda quello oggettivo, in considerazione del fatto che le rendite derivanti dalla locazione del patrimonio immobiliare, erano, per statuto, reimpiegate a supporto e finanziamento dell’istituzionale attività di assistenza.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari affermando che la disciplina fiscale, nel disporre che l’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie da parte di enti pubblici istituiti esclusivamente per tali finalità non costituisce attività commerciale, non esclude che siano soggetti ad imposta i redditi provenienti da altre attività svolte da tali enti, come quelli fondiari derivanti dalla locazione di immobili, senza che, peraltro, assuma rilevanza la circostanza che i proventi di dette attività siano statutariamente destinati all’esercizio dell’attività istituzionale.
D’altra parte, precisano i giudici della Suprema Corte, l’utilizzazione degli immobili per l’esercizio di attività previdenziali, assistenziali e sanitarie, non equivale a destinare le rendite conseguite attraverso negozi di diritto privato al raggiungimento degli scopi istituzionali, giacché, nel primo caso, si realizza il presupposto dell’agevolazione (l’immobile è direttamente utilizzato per l’esercizio dell’attività di interesse pubblico), nel secondo caso, detto presupposto non si realizza, verificandosi una diversa fattispecie: di percezione (e non di diretta fruizione) di ricchezza da parte dell’ente, successivamente soltanto destinata a realizzare scopi istituzionali.
In conclusione, i redditi prodotti da fabbricati in proprietà di un istituto di assistenza (IPAB), non usufruiscono dell’esenzione sul presupposto che tali redditi per statuto devono essere riutilizzati a fini di assistenza, pertanto i medesimi redditi vanno tenuti separati da quelli conseguenti la mera attività di assistenza, e tassati prima del reimpiego in quanto provenienti da attività non esente.