Regime forfetario: disapplicazione delle cause ostative per il 2019

Con le Risposte ad interpelli n. 120 e n. 125 del 23 aprile 2019, l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’applicazione del regime forfetario per l’anno 2019 anche in presenza della causa ostativa della partecipazione in società di persone, associazioni o imprese familiari.

Rispondendo a due interpelli riguardanti due casi accomunati dalla sussistenza della causa ostativa del possesso di una partecipazione in una società di persone, l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di adottare il regime forfetario per il 2019 nonostante la permanenza della stessa.
Con la Legge di Bilancio 2019 è stato innalzato a 65.000 euro il limite di ricavi o compensi percepiti per l’accesso e la permanenza nel regime forfetario.
Allo scopo di evitare artificiosi frazionamenti delle attività d’impresa e di lavoro autonomo svolte oppure artificiose trasformazioni di attività di lavoro dipendente in attività di lavoro autonomo per beneficiare della minore tassazione, tuttavia, sono state riformulate le cause ostative all’ingresso ed alla permanenza nel regime agevolato.
Tra la cause ostative, peraltro, è stata confermata quella già prevista dalla previgente disciplina, che esclude l’applicazione del regime forfetario da parte di esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari.
Rispetto alle cause ostative, peraltro, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la nuova formulazione della disciplina, letta alla luce della ratio legis, porta a ritenere che esse non operino se il contribuente, nell’anno precedente a quello di applicazione del regime forfetario, provveda preventivamente a rimuoverle.
Secondo tale principio, dunque, a tutti coloro che detengono una partecipazione in società di persone sarebbe preclusa l’applicazione del regime forfetario nel 2019, che potrebbe essere adottato soltanto a partire dal 2020 dismettendo la partecipazione entro la fine 2019.
Tuttavia, considerato che la Legge di Bilancio 2019 è stata pubblicata in gazzetta ufficiale alla fine dell’anno 2018, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che per il 2019 deve ritenersi consentito comunque applicare il regime forfetario, anche in presenza di cause ostative. Ovviamente, al fine della permanenza nel regime, la partecipazione dovrà essere dismessa entro la fine del 2019, pena la fuoriuscita a decorrere dal 2020.

CASO 1

Con la Risposta n. 120 del 2019, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato il caso di un avvocato che ha fruito fino al 31 dicembre 2018 del cd. “regime fiscale di vantaggio”, e avendo nel corso del periodo d’imposta 2018 percepito compensi per un importo complessivamente superiore alla soglia di euro 30.000,00, ma inferiore a euro 65.000,00, intende adottare per il 2019 il regime forfetario.
Lo stesso però detiene una quota di partecipazione minoritaria (ereditata dalla defunta madre), quale socio accomandante, nella società in accomandita semplice del padre, svolgente attività di commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione (codice attività n. 467329).
In proposito, sulla base delle considerazioni esposte in precedenza, l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di applicare il regime forfetario per il 2019. A decorrere dal 2020, però, l’applicazione del regime forfetario (fermo restando il rispetto delle altre condizioni) è subordinata alla cessione della partecipazione nella società in accomandita semplice di famiglia entro la fine del 2019.
Deve ritenersi irrilevante ai fini della disapplicazione della causa ostativa, la circostanza che la società svolga un’attività differente da quella del soggetto forfetario, e che la quota di partecipazione nel corso degli anni non abbia mai garantito alcuna forma di guadagno o comunque di reddito.

CASO 2

Con la Risposta n. 125 del 2019, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato il caso di un commercialista che intende applicare il regime forfetario per il 2019, ma detiene, in qualità di socio accomandante, una partecipazione pari al 15 per cento del capitale sociale di una società in accomandita semplice che svolge esclusivamente attività di commercio di materiale da costruzione (ATECO 47.52.30).
A differenza del caso precedente, il commercialista rappresenta che al fine di disinnescare la causa ostativa intende donare, nel 2019, l’usufrutto della quota di partecipazione al nipote (che attualmente non è socio della società), rimanendo di conseguenza titolare della sola nuda proprietà.
Anche in questo, sulla base delle medesime considerazioni, l’Agenzia delle Entrate ha confermato la possibilità di applicare il regime forfetario per il 2019, a prescindere dal possesso della partecipazione. Al fine di disinnescare la causa ostativa a decorrere dal 2020, però, non può ritenersi sufficiente la donazione (o la cessione) del solo diritto di usufrutto della quota di partecipazione, mantenendo la titolarità della nuda proprietà; in tal caso, la causa ostativa permane comunque nel possesso di partecipazioni a titolo di nuda proprietà.