IMU: se il leasing si risolve paga il locatore anche se non possiede l’immobile

Con la recente Sentenza n. 13793/2019, la Corte di Cassazione afferma un importante principio secondo cui la risoluzione anticipata del contratto di leasing immobiliare determina automaticamente la soggettività passiva della società di leasing, anche se la risoluzione sia imputabile all’utilizzatore (mancato pagamento dei canoni di leasing) e l’immobile non sia stato da quest’ultimo riconsegnato al locatore.

FATTO

Il Comune ha accertato nei confronti della società di leasing il mancato pagamento del saldo IMU in relazione ad un cespite immobiliare concesso in locazione finanziaria e successivamente risolto per mancato pagamento dei canoni.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso della società di leasing sul rilievo che il soggetto passivo dell’IMU, nel caso di risoluzione del contratto di leasing, senza l’avvenuta consegna del bene, dovesse essere individuato nell’utilizzatore del cespite immobiliare non essendo la società di leasing nel possesso e nel godimento dell’immobile.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Riformando la decisione dei giudici tributari, su ricorso del Comune, la Corte di Cassazione ha affermato un importante principio secondo il quale con la risoluzione del contratto di leasing la soggettività passiva si determina in capo alla società di leasing, anche se essa non ha ancora acquisito la materiale disponibilità dell’immobile per mancata riconsegna da parte dell’utilizzatore, a nulla rilevando la motivazione della risoluzione anticipata del contratto.
Ciò in quanto, il legislatore ha ritenuto rilevante, ai fini impositivi, non già la consegna del bene e quindi la detenzione materiale dello stesso, bensì l’esistenza di un vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell’utilizzatore.
In base alla norma, infatti, “per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.”
Il contenuto della norma è chiaro ove precisa che nel leasing, soggetto passivo IMU è il locatario per tutta la durata del contratto.
In concreto è il titolo (cioè il contratto stipulato) che determina la soggettività passiva del locatario finanziario e non certo la disponibilità materiale del bene. Infatti, per il legislatore fiscale la soggettività passiva del locatario finanziario si realizza addirittura quand’anche il bene da concedere non fosse ancora venuto ad esistenza (“Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione”) e pure quand’anche fosse che il bene non sia stato ancora consegnato dal concedente all’utilizzatore, essendo rilevante, per il sorgere della soggettività passiva IMU non già l’adempimento della consegna del bene (e di converso per la sua cessazione la riconsegna), ma la sola sottoscrizione del contratto (“soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula”).
Così pure la cessazione dello status di soggetto passivo IMU viene chiaramente individuata dalla norma e per l’effetto il locatario finanziario non si apprezza più come soggetto passivo, non tanto dalla riconsegna del bene al concedente, ma dal momento della cessazione del contratto, che ai fini dell’IMU, come nella disciplina civilistica, si determina nel momento del pagamento dell’ultimo canone in base alla durata stabilita nel contratto oppure, nelle ipotesi di risoluzione anticipata per inadempimento, come nella fattispecie, dal momento in cui il contratto è stato risolto.