Via libera definitivo alla conversione in legge del decreto Sisma

Approvata in via definitiva alla Camera di Deputati la Legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016

Il testo del “Decreto” si arricchisce di numerose disposizioni riguardanti la ricostruzione dei territori colpiti, con la previsione tra l’altro di finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata, ma soprattutto viene confermata e ulteriormente prorogata la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, incluso il pagamento del canone tv.
In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ecco i termini della sospensione e di ripresa degli adempimenti fiscali e contributivi, contenuti nell’articolo 1 del testo definitivo.
Scade il 16 gennaio 2019 il termine per il versamento dei tributi sospesi, senza applicazione di sanzioni e interessi, da parte dei soggetti colpiti dal sisma diversi dai titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e dagli esercenti attività agricole. È possibile effettuare il pagamento anche mediante rateizzazione, fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo decorrenti sempre dal 16 gennaio 2019. In caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento alla scadenza dell’unica rata ovvero di una o più rate (in caso di rateizzazione) alle rispettive scadenze mensili, gli importi scaduti e non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, sono iscritti a ruolo. La relativa cartella deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione. È ammessa, comunque, la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso, evitando l’iscrizione a ruolo.
Scade il 31 gennaio 2019 il termine per eseguire, senza applicazione di sanzioni e interessi, gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi. Anche in questo caso è possibile effettuare il pagamento delle somme sospese mediante rateizzazione, fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo decorrenti sempre da gennaio 2019.
Con riferimento al versamento degli importi sospesi dovuti da soggetti titolari di reddito di lavoro subordinato o assimilato, questi ultimi possono richiedere al sostituto d’imposta di operare le corrispondenti ritenute e provvedere ai versamenti.
Ai fini dell’esclusione dalla formazione del reddito imponibile Irpef e Ires dei redditi dei fabbricati ubicati nelle zone terremotate, viene fissato al 31 dicembre 2018 il termine entro cui devono essere adottate le ordinanze di sgombero o la dichiarazione di distruzione/inagibilità. Entro lo stesso termine il contribuente può dichiarare la distruzione o l’inagibilità totale o parziale del fabbricato al Comune.
A decorrere dal 1° gennaio 2019 riprendono i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e dagli avvisi di addebito dell’Inps. Dalla stessa data riprendono anche le attività esecutive degli agenti della riscossione e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, compresi gli enti locali.
Fino al 31 dicembre 2020 è sospeso il pagamento del canone TV. Il versamento delle somme sospese è effettuato, senza sanzioni e interessi, in un’unica rata o mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, a partire dal 1º gennaio 2021. In caso di insufficiente, tardivo o omesso pagamento alla scadenza dell’unica rata ovvero di una o più rate (in caso di rateizzazione) alle rispettive scadenze mensili, gli importi scaduti e non versati, maggiorati di sanzioni e interessi, sono iscritti a ruolo. La relativa cartella di pagamento deve essere notificata , a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione.