Novità normative per gli artigiani metalmeccanici del Trento

Da gennaio 2018 decorrono alcune novità normative per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane dei settori Metalmeccanica, Installazione di Impianti, Orafi, Argentieri ed Affini e dalle Imprese Odontotecniche della Provincia Autonoma di Trento.

Trattamento di malattia Operai

Le aziende garantiscono ai dipendenti con la qualifica “operaia”, compresi gli apprendisti, nel corso di ogni anno civile (1° gennaio – 31 dicembre) il pagamento, pari al 100% della retribuzione oraria lorda di fatto, per i periodi di “carenza” non indennizzati da INPS, relativi ad eventi morbosi inferiori a 7 (sette) giorni secondo, per un numero massimo di n. 4 giornate di carenza per un massimo di n. 3 eventi.
Le parti concordano che qualora la nuova normativa abbia prodotto effetti positivi sull’andamento dei periodi di malattia nel sistema “Area meccanica” provinciale, potranno decidere di incrementare il numero massimo delle giornate di “carenza” retribuite a 6.
Diversamente saranno confermati i medesimi parametri del 2018 anche per l’anno successivo.
Per i lavoratori affetti da gravi patologie certificate e per i lavoratori affetti da patologie che richiedono terapie salvavita o terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, le parti concordano che il numero di eventi riconosciuti, come sopra specificato, coinciderà con il numero massimo di giornate riconoscibili nell’anno.

Flessibilità – Banca ore

Al fine di semplificare l’attivazione dello strumento della flessibilità dell’orario di lavoro, dall’1/1/2018, viene istituita una Commissione paritetica composta da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 componenti per parte datoriale e da un minimo di 2 fino ad un massimo di 3 per parte sindacale, sottoscrittori del presente accordo, con lo scopo di monitorare le richieste di utilizzo della flessibilità.
La Commissione paritetica ha sede presso Ebat, che ne cura la segreteria.
Le aziende che intendano attivare la flessibilità o l’orario multiperiodale dovranno darne preventiva comunicazione alla Commissione paritetica sopra citata.
Le parti incaricano la Commissione paritetica di predisporre appositi moduli per effettuare l’obbligo di comunicazione preventiva imposto alle aziende interessate.
La Commissione paritetica potrà convocare le aziende, che saranno tenute a presentarsi, per un confronto relativo allo strumento da attuare.
L’attuazione della flessibilità potrà realizzarsi sia in positivo che in negativo e sarà vincolante per tutti i lavoratori interessati.
I lavoratori coinvolti dall’attivazione della flessibilità in positivo saranno tenuti a prestare ore “in plus” rispetto al normale orario di lavoro contrattuale fino ad un limite massimo di n. 50 ore annue.
Tale prestazione aggiuntiva valida per ciascun singolo lavoratore è da calcolarsi nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento della flessibilità.
Restano confermati i limiti giornalieri e settimanali del lavoro straordinario previsti dal vigente CCNL.
E’ consentita l’attivazione della flessibilità in negativo, riducendo temporaneamente l’orario di lavoro settimanale (“orario in minus”) al fine di fronteggiare periodi di contrazione dell’attività produttiva.
Le ore di riduzione dell’orario dovranno essere gestite e recuperate successivamente.
Nel caso di attivazione della flessibilità in negativo il limite massimo consentito per le ore “in minus” è pari a n. 60 ore da calcolare nell’arco dei 12 mesi successivi all’attivazione dello strumento stesso.
I lavoratori saranno tenuti a prestare sia le ore “in plus” che a recuperare quelle “in minus”.
Le parti concordano che le ore “in plus”, con le relative maggiorazioni previste dal CCNL per il lavoro straordinario, notturno e festivo, saranno smonetizzate ed accantonate nel “Conto orario individuale” con l’applicazione di un’aliquota forfettaria di maggiorazione pari al 20% (totale comprensivo della maggiorazione pari a 60 ore).
Al lavoratore non sarà corrisposto nulla in aggiunta alla normale retribuzione per le ore “in plus” prestate nei periodi di utilizzo della flessibilità.
Allo stesso modo per le ore “in minus” non sarà effettuata alcuna trattenuta sulla retribuzione del dipendente da parte dell’azienda.
Qualora al termine dei 12 mesi dall’attivazione della flessibilità il lavoratore non avesse recuperato il saldo positivo delle ore accantonate nel “Conto orario individuale”, le ore restanti, nelle quali è già ricompresa la smonetizzazione forfettaria del 20% di maggiorazione, potranno essere retribuite con la prima mensilità utile salvo intese diverse tra azienda e dipendenti e comunicate alla commissione.
In alternativa, su richiesta del lavoratore, le ore residue del “Conto orario individuale” potranno essere tramutate in permessi.
Qualora, al termine dei 12 mesi dall’attivazione della flessibilità in negativo, il lavoratore non avesse potuto recuperare il proprio saldo ore risultante dal “Conto orario individuale”, l’azienda sarà tenuta ad azzerare lo stesso a proprio carico.
Inoltre nel caso di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta a qualsiasi titolo un’eventuale saldo negativo del “Conto orario individuale” non comporterà nessuna trattenuta da parte dell’azienda al lavoratore.
Le parti concordano espressamente che nei periodi di utilizzo dei regimi di “flessibilità” l’azienda non potrà utilizzare nessun strumento di sostegno al reddito (FSBA, Cassa in deroga, etc.).

Previdenza complementare

A far data dall’1/1/2018 per i lavoratori iscritti alla Previdenza complementare “Laborfonds” od eventuali altri Fondi contrattuali chiusi, l’importo di contribuzione a carico dell’azienda al Fondo sarà pari all’1,2%.