Atti esenti da bollo solo se lo stand è usato per referendum e proposte di legge

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la raccolta firme per promuovere referendum e proposte di legge, o petizioni e istanze a organi legislativi rientrano tra le attività di esercizio dei diritti elettorali, pertanto la richiesta e la relativa autorizzazione di occupazione di suolo pubblico con lo stand si considerano esenti. Se invece lo stand è utilizzato per mera attività divulgativa, propagandistica o di proselitismo fuori dal “periodo elettorale” è dovuta l’imposta di bollo (Risoluzione 18 luglio 2018, n. 56/E).

Le disposizioni in materia di imposta di bollo prevedono l’esenzione per le “petizioni agli organi legislativi; gli atti e documenti riguardanti la formazione delle liste elettorali, gli atti e documenti relativi all’esercizio dei diritti elettorali ed alla loro tutela sia in sede amministrativa che giurisdizionale”.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano in tali ipotesi di esenzione le richieste di occupazione del suolo pubblico, e le relative autorizzazioni rilasciate dai Comuni, per la raccolta di firme quando siano:
– finalizzate a sottoscrivere petizioni alle Camere, al Parlamento europeo, ai consigli regionali e delle province autonome e ai consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi Statuti;
– dirette a promuovere la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare alle Camere, alla Commissione europea, ai consigli regionali e delle province autonome, ai consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi Statuti;
– dirette a promuovere iniziative politiche per richiedere i referendum previsti dalla Costituzione, dalle leggi e dagli Statuti delle regioni e delle province autonome, nonché dagli Statuti degli enti locali;
– finalizzate all’esercizio dei diritti di voto nell’ambito di una consultazione elettorale per la quale sia stata già fissata la data delle elezioni e l’attività propagandistica o informativa sia svolta durante il cd. “periodo elettorale”.
Tali condizioni si riferiscono all’esercizio dei diritti elettorali per ogni livello di democrazia rappresentativa: comunitario, nazionale, regionale e delle province autonome, locale.
Sono invece soggette all’imposta di bollo fin dall’origine nella misura di euro 16,00, le richieste di occupazione del suolo pubblico e i relativi provvedimenti di autorizzazione finalizzati ad iniziative diverse.
In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che non è possibile fruire dell’esenzione dall’imposta di bollo nelle ipotesi di mera attività divulgativa, propagandistica o di proselitismo, salvo che si svolga durante il cd. “periodo elettorale” di consultazioni elettorali europee, nazionali, regionali e delle province autonome, comunali. In quest’ultimo caso, l’esenzione dall’imposta di bollo si applica alle richieste di occupazione del suolo pubblico e alle relative autorizzazioni anche nell’ipotesi in cui tali atti siano rispettivamente presentati e rilasciati prima dell’inizio del cd. “periodo elettorale”, ancorché dispieghino i loro effetti durante il medesimo periodo elettorale.